jeudi 14 décembre 2017

L’impostura dei fattori di dose interna. Il caso del Cerio 144.




Un calcolo di dose è in fin dei conti una sorta di calcolo di diluzione di un « energia velenosa » in movimento in un volume biologico delimitato dalla gittata del raggio nella materia vivente. Il quoziente di questo rapporto Energia/Volume esprime la dose assorbita. Disegnato dal percorso del raggio radioattivo nei tessuti, il volume vivente ionizzato non può ovviamente essere in nessun caso più ampio del volume che il proiettile alfa o beta è in grado di attraversare. Quando una particella alfa spegne la sua corsa in meno di 10 cellule polmonari, sono queste poche cellule che assorbono l’intera energia e non l’intero polmone.
Questo inconfutabile fatto fisico basilare è tuttavia totalmente ignorato nei coefficienti di dose interne ufficiali che « allungano » aritmeticamente la traiettoria dei raggi e, con questa semplice truffa al denominatore dell’equazione  Energia/Massa con la quale si definisce matematicamente la dose, falsificano i danni istologici reali subiti diluendoli in una massa sovradimensionata, facendo numericamente comparire delle deboli dosi laddove sono invece fisicamente forti.
Se a partire delle dosi per Sv/Bq delle tavole si ricalcolano i pesi necessari per ottenere questi valori di dose ufficiali ci si rende conto che sono tutti, assolutamente tutti, fisicamente falsi in quanto le masse di carne supposte aver assorbito l’energia radioattiva sono spesso più grosse dei più grossi degli uomini, fino a raggiungere diverse tonnellate, e sono tutti totalmente incompatibili con la gittata fisica dei raggi alfa o beta.  In breve i coefficienti di dose interna ufficiali sono i frutti velenosi di una truffa genocidaria tramite l’allungamento occulto del percorso dei raggi, tramite l’inflazione irrazionale del denominatore.

Nessuno sembra voler rendersene conto, nessuno sembra sapere o voler sapere come questi fattori di dose sono aritmeticamente fatti benché siano da questi freddi numeri da cui le nostre vite dipendono
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Il più severo fattore di dose ufficiale per inalazione del Ce144 per gli adulti è di 5,30E-8 Sv/Bq. Questo fattore di assorbimento è un valore integrato che comprende l'insieme delle disintegrazioni che si svolgeranno in 50 anni a seguito dell'incorporazione di una massa radioattiva avente un'attività iniziale di 1 Bq. Questo Sv/Bq “interno” rappresenta pertanto una somma di emissioni e non un'unica emissione. Debitamente tenuto conto del periodo biologico di escrezione (380 giorni) di parte degli atomi prima che decadano dentro l’organismo che fa sì che l'attività assorbita rappresenti infatti soltanto il 57,1% dell'attività radioattiva effettiva emessa in 50 anni, per questo elemento l'attività assorbita dai tessuti ammonta a circa 20,3 milioni di emissioni. (1 Bq/4,929E-8 λe) * 1-(EXP(50*31536000*-4,929E-8)) = 2,029E7. Altrimenti detto incorporare 1 Bq di questo elemento significa subire nel tempo 20,29 milioni di disintegrazioni che, secondo la scienza ufficiale, conducono ad una dose assorbita complessiva di 5,30E-8 Sv. Se dunque 20,29 milioni di emissioni valgono 5,30E-8 Sv è dunque che 1 disintegrazione vale in logica 5,30E-8/2,029E7 = 2,61E-15 Sv.
Verifichiamo: 2,61239E-15 Sv/disintegrazione * 2,029E7 disintegrazioni nel tempo = 5,30E-8 Sv assorbiti.

E razionale questo valore ? Ha un fondamento fisico obiettivo e certificato ? Svolge correttamente il suo ruolo di radioprotezione fornendo un valore di rischio consono alla realtà del impatto fisico ?

Per rispondere a questi vitali interrogativi bisogna determinare quale massa vivente sia necessaria per ricevere una così debole dose allorché l'energia di partenza della particella β- di questo elemento è di 0,3 MeV e che la sua traiettoria nell'organismo non va al di là di 810 μ; una particella beta fuoriuscita da un grumo atomico immobilizzato dentro i tessuti dissipando la sua energia ionizzante in una infima massa corporea di 2,23 mgr. (4/3 * 3,14159 * (810 * 0,00013) = 2,2261E-3.) NB. Gittata del beta nei tessuti: [0,11*(√((1+22,4*(0,3 MeV2)))-1)*10000 = 810,33 μ -equazione di Flammersfield, 1946 -]

Senza tanti giri di parole serve una massa di carne di 18,4 kg per diluire una tale energia in una così debole dose. (0,3 MeV*1,602E-6 Erg par MeV*1 EBR)/(2,612E-15 Sv/disintegrazione * 100 Erg/gr * 100 Rad/Sv) = 18399. Si può per giunta notare che il raggio di questa massa corporea dichiarata irradiata 18399 cm3/(4/3*3,14159))(1/3) = 16,37 cm, 163770 μ  è incompatibile con la distanza percorsa dalla particella radioattiva nella materia. Il raggio d'azione della particella necessario per irradiare una tale massa è in effetti 202 più ampio di quanto non possa fisicamente essere. In questi calcoli ufficiali pretestuosamente razionali ma realmente criminali, la particella β- del Ce144 va in effetti 163770,19 μ/810 μ = 202,2 volte troppo lontano. La massa che assorbe l'energia ionizzante è pertanto artificialmente aumentata di 8,27 milioni di volte (202,193 = 8,27E6 o ancora 1,84E4 gr/2,23E-3 gr = 8,27E6) e di conseguenza la dose assorbita viene artificiosamente sminuita nella stessa misura. Una sola conclusione s'impone alla ragione. Una massa così smisurata per assorbire una sola disintegrazione beta di 0,3 MeV ossia una dose ionizzante così debole per disintegrazione e un tragitto così ampio del raggio nella materia sono all'evidenza fisicamente impossibili. Questo fattore di dose interna è sprovvisto di fondamento fisico obiettivo. È totalmente falso. Non assolve nessun compito di radioprotezione ma è al contrario fattore di radio-aggressione.
Non rimane altro che augurare buona fortuna a tutti, negazionisti compresi.

dimanche 3 décembre 2017

Il cerio 144 del Gran Sasso ?



40 grammi di cerio 144 non sono pericolosi purché non siano 46 milioni di persone a respirarli in caso di malaugurato incidente: morirebbero tutte di irradiazioni interne acute (intendiamoci, secondo la ufficialissima ICRP filiale della AIEA).

Il cerio 144 (58Ce144) è un radioelemento β- con periodo di dimezzamento di 284,89 giorni e una costante di disintegrazione λ di 2,81598E-8. Fonde à 798 °C, evapora a 3443 °C e ha e una densità di 6,770 gr/cm3. Presenta una altissima attività specifica al secondo di 1,178E14 Bq/gr (3182,8537 Ci/gr). Decade in Pr144 anch'egli radioattivo e con periodo di 17,28 minuti. Per gli adulti, il suo fattore di dose per inalazione e di 4,900E-8 Sv/Bq mentre il suo fattore di dose per ingestione, sempre per gli adulti, è di 5,200E-9 Sv/Bq.  Una dose letale per inalazione di 5 Sv pesa pertanto 866,47 ngr e una dose letale per ingestione 8,2 µgr. (Per i neonati il fattore di dose per inalazione è di 3,6E-7 Sv/Bq con dose letale di 0,12 µgr e per ingestione di 6,6E-8 Sv/Bq con dose letale di 0,64 µgr. Per i bambini tra uno e due anni il fattore di dose per inalazione è di 2,7E-7 Sv/Bq con dose letale di 0,16 µgr e per ingestione di 3,8E-8 Sv/Bq con dose letale di 1,1 µgr.)

Da queste inconfutabili premesse radiologiche ne consegue che 40 gr di cerio 144 hanno un'attività radioattiva di 4,71 PBq (4,71E15 Bq, ossia 127,31 KCi), avrebbero un diametro di 2,24 cm qualora fossero radunati in una massa sferica, comportano 167 mila miliardi di miliardi di atomi radioattivi (1,67E23). Dal punto vista della radiotossicità interna, questa attività corrisponde  per gli adulti a 230,8 milioni di Sievert per inalazione secondo la Commissione Radiologica Internazionale (ICRP), almeno che non faccia più testo, ossia rappresenta un equivalente potenziale di 46,2 milioni di dose letali e equivale a 24,5 milioni di Sievert per ingestione ossia corrisponde a un equivalente potenziale di 4,9 milioni di dose letali. 

NB. Siccome il Pr144 entra velocemente in equilibrio radiologico col suo "genitore" Ce144, questa massa di 40 grammi emette pressoché il doppio dei 4,71E15 Bq del solo Ce144. -Sarebbe inoltre indispensabile sapere quanto "pura" sia questa velenosa sorgente sigillata di Cerio e se vi ci sono altri radioelementi a tassi notevoli. Sorgenti "pure" al 100% non ce ne sono.-

Ma non temiamo inutilmente per nostra salute e ancor meno per quella dei nostri figli, degli scienziati onnipotenti lo manipoleranno, sigillato in tutta sicurezza al Gran Sasso per il bene dell'umanità. Nessuno mette in dubbio che senza elementi radiotossici il sapere tossico non andrebbe da nessuna parte. Tutti concordiamo coi fisici teorici sul fatto che per assicurare il bene dell'umanità sia un imperativo categorico rischiarne l'annientamento. 

Inchiniamoci davanti al grande totem thanatocratico. Andrà tutto bene fino alla fine dei tempi.

NB. 4,71E15 Bq * 4,900E-8 Sv/Bq = 230,8 milioni di Sievert/5 = 46,2 milioni di dose letali.

Peso di una dose letale per inalazione secondo la ICRP: (5 Sv/4,900E-8 Sv/Bq)/1,178E14 Bq/gr = 8,665E-7 gr, 866,47 ngr. (-118 ngr, 2130 particelle di 2,5 micron di diametro, per i neonati sempre secondo la ICRP che indica per loro un fattore per inalazione di 3,60E-7 Sv/Bq. (5 Sv/3,600E-7 Sv/Bq)/1,178E14 Bq/gr = 1,179E-7 gr, 118 ng-)

Per il Post scriptum del commandante André anche se riguardante il plutonio e non il cerio qui in oggetto

Post-Scriptum 14 dicembre. L'Ansa annuncia uno slittamento del esperimento e sottolinea che "la sorgente non è in grado di produrre il numero di antineutrini necessario" (anni di studi per accorgersi poco prima dell'inizio che i calcoli erano sbagliati ?). Se averrato, questo sottointende che per poter fornire la quantità attesa di antineutrini la sorgente dovrà andare ben oltre i 40 grammi annunciati con il commisurato aumento della radiotossicità che ne conseguirà.

Versione corretta da alcuni refusi.  Il precedente fattore di dose per ingestione indicato per gli per adulti era infatti quello per neonati. -I link dove accedere ai coeficienti di dose sono presenti nel testo e qui ripetuti.- Inoltre, secondo i dati della ICRP, una dose letale per inalazione per neonati è di 118 nanogrammi e non di 112 nanogrammi come incorrettamente menzionato in un primo tempo. 6 nanogrammi non cambiano granché ma la precisione è d'obbligo.